Maggio


Silvestre Ferruzzi - Libeccio elbano
 
Qualcosa di inafferrabile
cerca il mio pugno
chiudendosi nell’aria
resa tiepida dall’aprile.
 
Qualcosa di invisibile
attraversa il mio corpo
esposto alla sua presenza
silenziosa e febbrile.
 
Vento di libeccio
portami polvere e pioggia
lascia il mio futuro
ancora confuso.
 
 
 

Surplace


Robert Motherwell - Malaga
 
Lento
si muove il tempo
Piano
si muovono i gesti
Sospesi
gli umani con i cani
Silenti
come in un coprifuoco
 
Bramose
le reti dei computer
Affannate
ricercano gli incontri
Violenta
la natura riprende
L’interrotto
sonno dei vecchi
 
Lontano
un violino in ottava
Distratta
fa danzare la morte

Piccoli fogli


Lucio Fontana, Taglio rosso

Piccoli fogli
raccolgono il segno
di vite sbandate
senza un disegno
 
Di dolore
e vergogna
per un amore carogna
che non ti lascia in pace
 
Di sorrisi
e speranze
raccolti in una stanza
e portati nel mondo
 
Schermi illuminati
giochi d’adolescente
che non vuole far niente
ma prova a volare
 
Ricordi di sogni
tracce accennate
romanzi a puntate
in cerca di senso
 
Parole d’inchiostro
tra lunghi silenzi
in piccoli fogli
bianchi, immensi

L’attesa


Grant Haffner

Ancora ti muovevi
rotolando
perché piccolina

Mi guardavi da dentro
con sguardo furtivo
(il tuo, di birichina)

Cercavi un abbraccio
per fermare 
l’impatto nel mondo

Cercavi i corpi caldi
generanti
in un segreto girotondo

Cercavi un nome
che tuo padre
ti accarezzasse attorno 

Per coprire la distanza 
di quella sottile,
momentanea lontananza.

 

                                          Per Alberto

 

Primavera

Alessandro Colonnetta, Campo di fiori sferzato dal vento

Gocce di nero
macchiano di inchiostro
le parole politiche
della mia cattiva gioventù.

E il rosso appare,
dei papaveri industriali
spazzati dalla pioggia
nei giorni d’estate.

E l’azzurro appare,
dei cieli del Nord
nei prati specchiati
di fronte al mare.

E il bianco appare,
dei gelsomini odoranti
mentre seduto, in ozio
sogno un altro sogno.

Stavolta piano

Egon Schiele: l’abbraccio

 

Piano,

stavolta piano,

perché il gemito

non diventi affanno,

perché la salita

diventi piano,

per tornare ancora da te.

Piano,

stavolta piano,

cercando il tempo

per sfiorarci,

cercando la bocca

per baciarci,

cercando i nostri corpi stesi

Piano,

stavolta piano,

perché l’onda 

ci sorprenda,

e di brividi attraversi

i nostri cuori affranti,

in cerca di un riparo.

Piano,

ma ora non più piano,

quando arriva il vento

che travolge i sensi,

valanga dalla cima

che cerca il porto,

per venire assieme a te.