Stavolta piano

Egon Schiele: l’abbraccio

 

Piano,

stavolta piano,

perché il gemito

non diventi affanno,

perché la salita

diventi piano,

per tornare ancora da te.

Piano,

stavolta piano,

cercando il tempo

per sfiorarci,

cercando la bocca

per baciarci,

cercando i nostri corpi stesi

Piano,

stavolta piano,

perché l’onda 

ci sorprenda,

e di brividi attraversi

i nostri cuori affranti,

in cerca di un riparo.

Piano,

ma ora non più piano,

quando arriva il vento

che travolge i sensi,

valanga dalla cima

che cerca il porto,

per venire assieme a te.

Tre vite

Dei miei 17 anni
che ho vissuto nell’incertezza del presente

Dei miei 37 anni
che ho guardato ridendo il futuro

Dei miei 57 anni
che ho fermato per guardarmi le spalle

Restano boccioli di rosa
che li racchiudono tutti assieme

Scrivo

Alighiero Boetti

Così resto,
in calma di vento,
sospeso nel movimento
tra il mare e la sabbia,
a fare ciò che il giorno
ancora mi ripete,
come vela alla deriva
come pietra senza tempo.
A cercar isole
per le mie spazzature,
in solitudine immerso
davanti a un telefono,
a tavola con un amico
per scambiar parole

Migranti

In questo inizio d’anno di ricerca di nuove idee, è stato necessario cambiare le immagini di copertina, che nel 2019 sono dedicate ai tema dei migranti, un esodo di popoli che lascia sgomenti e increduli, per la portata e per le conseguenze, umanitarie, politiche, personali, che comporta. Così, le foto che vedrete, sono state scattate da me ad Antibes (Francia) nel settembre 2018: erano disegnate sul muro che circonda il porto.

2019

Ho voluto sperimentare nel breve racconto che ho scritto, la connessione con dei link musicali, dato che di questo tratta il testo. Mi pare che l’ipertesto permette di entrare meglio nel clima di ciò che state leggendo. Ogni commento è gradito!

In viaggio. Indie, Italia

L’unica alba l’ho vista su Maincraft, mi dice la Piccola. Che il tempo ha trasformato in Lunghi Capelli.
Un’alba all’anno é carina. E sufficiente. Le rispondo. Ridiamo.
L’ombra dei profili scuri degli alberi, delle case, le luci lontane della città ci fanno compagnia. E la musica. Alta, radente sulla strada, come la luce che ci accompagna.
Mistica, così per iniziare, per ricordarci che la musica elettronica e la malinconia é il mood nel quale viviamo. E poi per ricordare quel concerto a Ferrara , di qualche giorno fa, le poesie di Roberto Bolano sui sogni, che Vasco Brondi ci ha regalato dal palco.
Piano la luce sorge e ci illumina la strada.
L’autostrada ci porta veloci. Ora Briciole di Calcutta.
Cantiamo piano, quando la scritta MARE ci fa svoltare, con la voce guida del navigatore che ci distrae da Summer in a solitary beach, che alimenta i nostri pensieri silenziosi.
Negli occhi orizzonti infiniti, spazi lontani, come desideri inespressi, come sogni mai realizzati, o solo quelle quattro, cinque cose a cui non crediamo nemmeno più.
É il chiarore del giorno che ci accompagna da I Cani. Sparire: sará la polvere che aspetta il mio ritorno.
Sparire dalla vista, dai suoni, per un po’. Raccogliersi.
Ora in aeroporto.
In volo.
Ci addormentiamo.