Festival della poesia a Mantova, maggio 2019

Ho partecipato alla quinta edizione del Premio Nazionale di Poesia “Terra di Virgilio” a Mantova e, con grande onore e emozione, nella sezione Vita di scienza e d’arte sono stato segnalato con la mia poesia Centro commerciale.

Nella sezione parallela, L’ozio degli attivi, dedicato a poeti che vivono in ambiti protetti (Comunità, carceri, strutture residenziali), mi ha colpito la poesia del secondo classificato, Roberto Cannavò, che vive nella casa di reclusione di Milano – Opera e lì frequenta il Laboratorio di Lettura e scrittura creativa.
Qui ve la propongo.

Nelle segrete giunture

Nelle segrete giunture
delle vene s’inasprisce
l’amaro.
La pioggia si dimena
nei corridoi lasciando
il passo all’immensità
del verso.

“Le molte feritoie della notte”

Noi cantastorie andiamo in giro sollevando la polvere da fatti memorabili, cerchiamo di farne mito o leggenda (abbiamo, a differenza dei giornalisti, la licenza di stravolgere) e se ci riusciamo davvero possiamo diventare OMERO, se non ci riusciamo per niente andiamo a comprare i giornali nelle edicole.

Fabrizio De Andrè – 1998

Ode al giorno felice (di Pablo Neruda)

Per non perdere il ricordo di un giorno felice,
trascorso in occasione del matrimonio di amici.
Il mio grazie a Barbara che mi ha fatto conoscere questi versi.

chi non vive di poesia muore di noia

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

La poésie (di Léopoldine Boucher)

La poésie est dans ma poche
ou bien dans ma sacoche
elle est dans le sac de ma mére
ou bien dans le chaussures de mon pére

Dans le cartable de mon grand frére
ou dans le grenier de mon grand-pére
elle est dans le cuisine de ma grand-mére
ou les jouets de mon petit frére

Elle est dans les secrets de mes copains
ou dans les aventures de mes cousins
la poésie est partout
et…elle nous met sens dessus dessous.

 

Trovo “La poésie” sui muri di Parigi, nel settembre 2014, scritta da Léopoldine Boucher, una bambina di 9 anni:questa è una sua traduzione italiana.

 

La poesia è nella mia tasca
o nella mia borsa
è nella borsa di mia madre
o nelle scarpe di mio padre

Nel raccoglitore di mio fratello
o nella soffitta di mio nonno
è nella cucina di mia nonna
o i giocattoli del mio fratellino

è nel segreto dei miei compagni
o nelle avventure dei miei cugini
La poesia è dappertutto
e … ci mette a testa in giù

Berlino 1961 (da “Poesie dall’esilio” di Nazim Hikmet)

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull’erba
è la tua assenza
quando divento l’ultima luce all’ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.